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Un nuovo studio conferma che il pesce non e’ sempre una fonte affidabile di omega 3

luglio 27, 2008 · Lascia un commento

Questa nuova ricerca pubblicata a luglio 2008 sulla rivista scientifica Journal of the American Dietetic Association, che ha cercato di analizzare il contenuto di acidi grassi nei pesci più diffusi sul mercato, conferma che non è proprio così.

I ricercatori infatti, che hanno analizzato pesci presenti sul mercato di varie zone degli USA, con particolare attenzione a quelli più comunemente consumati, hanno trovato che: * se è vero che tra le 4 specie di pesce più vendute, la trota e il salmone dell’atlantico contenevano quantità relativamente elevate di omega-3, un basso rapporto omega-6:omega-3 e un rapporto acidi grassi saturi vs insaturi più favorevole,
* per gli altri due, la tilapia (il pesce più estesamente allevato perché cresce molto in fretta) e il pesce gatto presentavano concentrazioni di omega-3 molto più ridotte, un rapporto omega-6:omega-3 molto elevato e un rapporto acidi grassi saturi vs polinsaturi sfavorevole.

Nell’insieme, quindi, questa ricerca evidenzia come le pesanti modificazioni che si sono verificate nell’ultimo decennio nell’industria del pesce hanno fatto sì che i pesci più venduti siano anche quelli che presentano caratteristiche che in genere vengono considerate pro-infiammatorie e quindi dannose alla salute.

Paradossalmente, il pesce (o almeno alcuni pesci) sono stati trasformati in un cibo pericoloso per pazienti come i cardiopatici, quelli affetti da artrite, asma, o altre malattie autoimmuni, che sono particolarmente sensibili alle sostanze pro-infiammatorie (come quelle che derivano dall’acido arachidonico, un omega-6), in grado alimentare una anomala risposta infiammatoria che può danneggiare i vasi, il cuore, i polmoni e le articolazioni.

Le fonti vegetali di omega-3 come l’olio di Canapa, noci, l’olio di lino e altri e più valide sia perché contengono concentrazioni di acidi grassi poliinsaturi molto maggiori rispetto al pesce, ma soprattutto perché sono esenti da tutti gli inquinanti presenti nel pesce, primi tra tutti il mercurio ed altri metali pesanti, la diossina e il PCB.

Fonte:
1. Weaver KL, Ivester P, Chilton JA, Wilson MD, Pandey P, Chilton FH., The content of favorable and unfavorable polyunsaturated fatty acids found in commonly eaten fish. J Am Diet Assoc. 2008 Jul;108(7):1178-85.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18589026

2. Promiseland.it Redazione Italia

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